Natura & pallamano: l’animale del mese è la lince

Su quale sia, “pallamanisticamente parlando”, l’animale sotto i riflettori in questo gennaio 2020 non possono sussistere dubbi.
Avete indovinato? È la lince euroasiatica, nome scientifico Lynx lynx.
Il motivo è presto spiegato: la mascotte del Campionato Europeo si chiama Winni ed è, appunto, una lince.
Cliccando QUI (link a Wikipedia) la si vede indossare la maglia della Svezia, una delle tre nazioni padrone di casa degli imminenti Europei insieme ad Austria e Norvegia.
QUI (link all’account Twitter EHF Euro), invece, c’è la versione “dal vivo” in compagnia del centrale croato Domagoj Duvnjak e dell’ala tedesca Uwe Gensheimer.
Qualche anno fa i francesi, creando per i Mondiali del 2017 l’orso Rok e la donnola Koolette (la potenza e l’agilità, virtù fondamentali nella pallamano), erano stati “superbi”, per usare un termine a loro caro.
I nomi delle due mascotte transalpine, messi uno di fianco all’altro, suonano in maniera simile a “roucoulette” che in francese corrisponde alla nostra “girella” o “virgola” che dir si voglia, uno dei tiri più spettacolari della pallamano. Che dire? Un colpo di genio. Eccoli QUI (link all’account Twitter France Handball 2017).
Winni è più artigianale. Al “costume”, che nel complesso è di buon effetto, purtroppo mancano i ciuffetti sulle orecchie, caratteristica che le linci condividono con il caracal, felino africano neanche troppo imparentato con loro (lo si può vedere QUI, link a Wikipedia), come hanno stabilito le analisi genetiche.
Al di là del giudizio tecnico-estetico su Winni, che non riesce a convincere al cento per cento, resta da dieci e lode l’idea di aver scelto come mascotte una specie affascinante ed elusiva come la lince, folletto inafferrabile delle foreste più remote. Bellissimo animale, con quel mantello chiazzato che le conferisce un tocco di esotismo, lo sguardo magnetico, i basettoni (detti “fedine”), le zampe grandi e pelose adatte a muoversi sulla neve, la coda ridotta a un mozzicone e i già citati ciuffi auricolari, utili – si pensa – per localizzare i rumori con estrema precisione.
Parliamo di un carnivoro che raggiunge i 30 chilogrammi di peso e può cacciare prede di una certa taglia come camosci e caprioli.
Per quanto riguarda i Paesi che ospitano Euro 2020, in Norvegia e soprattutto in Svezia le linci vivono in buon numero. Del resto la taiga (cioè la foresta boreale di conifere) rappresenta per loro un ambiente favorevole e lassù in Scandinavia non manca.
In Austria, invece, la lince ha vita più dura. Sul finire del XIX Secolo era pressoché scomparsa, come del resto in quasi tutta l’Europa centro-meridionale, per via della distruzione dell’habitat e dell’immancabile persecuzione dell’uomo. Negli ultimi decenni, invece, si sono registrati gli effetti positivi di reintroduzioni e sconfinamenti dalla vicina Svizzera, dalla Repubblica Ceca e in tempi più recenti dalla Slovenia.
Di sicuro oggi in Austria la lince se la passa meglio che in Italia, ma non ci vuole molto. Il Bel Paese è poco accogliente per questo felino. Le linci italiane sono una manciata, localizzate per lo più nel settore orientale delle Alpi (zona del Tarvisiano in Friuli-Venezia Giulia), nei pressi di Slovenia e Austria. Di tanto in tanto giunge notizia di alcune rare osservazioni in Piemonte e Lombardia, relative a individui provenienti dalla Svizzera. Il futuro della lince sul versante italiano delle Alpi è legato ai progetti di monitoraggio e tutela, ad eventuali reintroduzioni e a come si riuscirà a conservare il territorio difendendo, e ripristinando, i corridoi ecologici.
Quanto alla lince appenninica forse è meglio non dire nulla viste le accese dispute degli ultimi anni tra chi ne smentisce categoricamente la presenza e chi la sostiene a gran voce. Siamo quasi nell’ambito della “criptozoologia” (la disciplina che si occupa del Mostro di Lochness, giusto per intenderci).
Comunque sia, incrociamo le dita per tutti i parenti in carne ed ossa di Winni presenti sul suolo italico. L’auspicio è che possano, in un futuro non troppo lontano, dar vita a popolazioni vitali.

NELL’IMMAGINE: lince in cattività allo Skånes Djurpark, Svezia (fotografia di David Castor, Pubblico Dominio. Fonte: Wikimedia Commons).